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Nutrire la vita - “laudato si', mi' Signore”

Campeggio estivo a Sant'Egidio dal 27 luglio al 2 agosto 2015 per i ragazzi dalla prima media alla prima superiore. Leggi le testimonianze!

«Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba» (Laudato si', Papa Francesco)

Per questo campeggio abbiamo preso spunto dai temi della lettera enciclica di Papa Francesco, "Laudato sì" e da quelli legati all'Expo 2015 di Milano "Nutrire il pianeta – Energia per la vita".

Il titolo che abbiamo scelto per il nostro campeggio è "Nutrire la Vita", e abbiamo cercato di approfondirne il senso in tutti i suoi aspetti, non solo come bisogno fondamentale legato alla sopravvivenza, ma come processo di educazione e formazione integrale che riguarda tutta la persona e la società, a partire dalla promozione e la protezione dei diritti di ogni persona, alla salvaguarda del creato, dalla povertà, alla spiritualità, dall'importanza del valore dell'unità nella diversità, alle relazioni significative.

La produzione e la preparazione del cibo, l’atto del nutrirsi costituiscono per ogni uomo uno spazio di educazione straordinario: cibandosi il soggetto impara a conoscere la propria identità, costruisce relazioni sociali e solidali con gli altri, entra in contatto con il creato, si colloca dentro tradizioni e culture. Proprio per questo, l’esperienza del nutrimento ha una rilevanza fortemente simbolica, antropologica, sociale e spirituale. Il cristiano è in dialogo con un Dio che in Gesù Cristo si è fatto cibo e pane. E la fede che scaturisce da questo incontro interpella il modo con cui ciascuno sta in relazione con gli altri e le risorse del pianeta. Papa Francesco lo ha recentemente richiamato: «È uno scandalo che ci sia ancora fame e malnutrizione nel mondo! La sfida della fame e della malnutrizione non ha solo una dimensione economica o scientifica ma ha soprattutto una dimensione etica ed antropologica. Educarci alla solidarietà significa allora educarci all’umanità: edificare una società che sia veramente umana vuol dire mettere al centro, sempre, la persona e la sua dignità, e mai svenderla alla logica del profitto».”

Insieme a Don Jean Marie, durante questo campeggio abbiamo voluto riflettere coi ragazzi sul fatto che ciascuno ha la possibilità di scegliere e di incidere sul proprio futuro e sul futuro degli altri: dobbiamo allora imparare ad avere occhi nuovi per vedere più in là del nostro naso e fare scelte in maniera responsabile e da protagonisti, nel rispetto della nostra vita, della vita degli altri e del creato, informati di quello che accade intorno a noi e consapevoli che abbiamo la possibilità, scrollandoci di dosso l'egoismo e la pigrizia, di vivere a pieno la nostra vita facendo sì che il mondo sia un posto più equo e in cui non ci siano più persone che soffrono per la fame, le guerre, l'inquinamento, la solitudine, l'indifferenza, le discriminazioni, un mondo in cui venga rispettata la vita dal suo concepimento alla morte... un mondo in cui ogni persona si possa "nutrire" nella libertà e nel rispetto dell'uomo, nell'amore verso il prossimo e custodi dell'intero creato.

Gli animatori

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