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Progetto 'Santa Cristina' Print E-mail

Il progetto Santa Cristina “Juntos por los ninos, sembrando la esperanza” (Insieme per i bambini, seminando la speranza) è guidato da Don Carlos Pimentel che per alcuni anni ha aiutato Don Dario e la comunità di Terontola.
Questo progetto, ideato da Don Dario e Don Carlos, garantisce un pasto completo al giorno a circa 800 bambini poveri di 2 parrocchie dell'Argentina: San Fernando e Resistencia. E’ in fase di realizzazione una scuola e altre strutture per insegnare ai bambini un mestiere e toglierli dalla strada. 
Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale
http://www.gvsantacristina.com.ar , oppure contatta Michela.

 Don Carlos ci parla del Progetto: 

Perché aiutarci?

Oggi come oggi l’Argentina attraversa una crisi morale, sociale, politica ed economica e chi ne soffre di più sono i bambini, il settore più debole della società.
Quando si d’indigenza affermiamo che il 50% della popolazione è sotto la soglia della povertà, vale adire il 75% dei bambini argentini.
Secondo questi dati possiamo aggiungere che l’estrema  povertà è il principale problema che minaccia la salute in Argentina, che impegna socilamente e biologicamente la vita della persona che ne soffre, perpetuandosi di generazione in generazione. E’ un problema presente e anche futuro.
I bambini, per le loro caratteristiche biologiche, sono quelli che subiscono maggiormente l’effetto della povertà, perché si trovano ad affrontare una varietà di rischi che non incidono nella stessa misura negli adulti e nei bambini che appartengono a una realtà migliore.
Essi sono nel periodo dello sviluppo fisico e psicologico nel quale è essenziale avere un’alimentazione adeguata.

Circa il 17% dei bambini argentini ha un peso inferiore alla norma.

Questa difficile realtà incide sul ritardo dello sviluppo corporeo, depressione delle attività motorie e intellettuali ed anche fa diminuire l’interazione con l’ambiente.

L’indigenza aggrava il ritardo dello sviluppo psico-fisico dei bambini, crea un danno irreparabile che esige una risposta tempestiva, che non ci deve permettere di rimanere fermi di fronte a questa ingiusta realtà, non desiderata dalla volontà di Dio. “Ogni volta che lo avete fatto al più piccolo dei vostri fratelli, lo avrete fatto a me”.

Di fronte a questa realtà abbiamo deciso di dare una risposta che permetta di migliorare la vita di un piccolo gruppo di bambini, diciamo piccolo, perché crediamo che piccolo deve essere l’inizio per poter poi arrivare ad un grande progetto che arrivi a più bambini possibile, sempre con l’aiuto di dio e l’assistenza dello Spirito Santo, perché siamo convinti che in ogni bambino c’è Gesù che ci aspetta.

Siamo certi che sarete in grado di aiutarci a preparare un domani pieno di gioia e di speranza per i bambini argentini, contiamo sul vostro aiuto…

 I bambini argentini vi ringraziano… 

INTERVISTA AL GRUPPO SANTA CRISTINA IN ARGENTINA

D:       In Italia esiste una realtà sociale diversa, forse egoista ed opulenta, quale esempio pensate possa essere utile per convincere una nostra famiglia ad aiutarvi?

R:       Noi cerchiamo di dare l'esempio di quello che dovrebbe essere una comunità che condivide le proprie risorse con quanti sono indigenti. I primi cristiani ed i cristiani d'oggi non hanno nazionalità e frontiere, l'aiuto si può dare anche per questo motivo. Il nostro cuore è quello di fratelli. La distanza non conta, quando aiutiamo questi bambini dobbiamo pensare che potrebbero essere i nostri figli e questa realtà deve convincerci a cercare una strada per aiutarli. Bello ed emozionante il rapporto fraterno fra l'Argentina e la Comunità di Terontola. 

D:           Abbiamo visto i quartieri poverissimi dove vivono i ragazzi che frequentano la mensa. Come hanno reagito quando hanno avuto notizia che si apriva la mensa?

R:       Nella prima mensa di San Fernando c'è Sandra fra le mamme che la organizza presso la scuola elementare. Ha affermato che quest'idea d'aiuto era nata quattro anni prima, nel 2000, per offrire ai bambini qualcosa di più. La notizia dell'iniziativa, nata a Terontola in occasione del 500 di Sacerdozio di Don Dario, è stata vista come una benedizione ed una risposta di Dio alla loro richiesta. Ogni volta Sandra ripete "Grazie, grazie, grazie". Assieme a lei altri genitori hanno gratuitamente cominciato ad aiutare. I bambini che frequentano la mensa riescono meglio negli studi e sono più tranquilli. Anche nella mensa di Resistencia, presso la "Cappella Sant’Antonio" nel Chaco, aperta il 9 Febbraio 2004, nei primi giorni i più affamati prendevano il cibo anche tre volte non rendendosi conto che anche il giorno dopo avrebbero avuto da mangiare. C'è stata la necessità di educarli a prendere il cibo soltanto due volte per evitare loro conseguenze alla salute.

Quando tornano il lunedì, dopo due giorni di chiusura, sono sempre molto affamati.

D:      E’ necessario che queste urgenti necessità d'aiuto siano fatte conoscere anche nel nostro territorio?

R:      La risposta è stato un unanime "SI". La mensa di San Fernando a nord di Buenos Aires, aperta nel 2002, accoglie oggi 500 bambini, quella di Resistencia circa 300. Un bambino consuma 50 centesimi d'euro il giorno, se noi possiamo contribuiamo con almeno 15,00 Euro il mese non pensiamo possa essere un impegno gravoso. Le cifre versate in Italia sono ritirate, secondo le necessità, direttamente da D. Carlos Pimentel, senza altri passaggi e controllate dai membri del Gruppo Santa Cristina e da Terontola tramite Internet. Per capire meglio quanto sono preziosi i nostri versamenti, i prelievi sono fatti solo quando non è possibile farne a meno, più stanno in banca e più "pesos" rendono, tenuto conto della continua svalutazione della moneta argentina. Fare quest'opera di solidarietà, utilizzando una minima parte del nostro sovrappiù, verso una realtà pienamente documentata e sicura, è testimonianza damore che può coinvolgere la sensibilità di molti. 

D:      Come vive una famiglia che manda i bambini alla mensa, quali risorse ha per il proprio sostentamento?

R:      La famiglia povera è formata di solito, da genitori abbastanza giovani,  spessissimo senza lavoro o lavoro fisso ed è normalmente molto numerosa, anche 7/8 figli. Il guadagno mensile di un operaio è di 250/300         Pesos, circa 71/85 Euro e con questo reddito non è possibile assicurare i pasti tutti giorni. I bambini di queste famiglie, di solito, non terminano la scuola, smettono di frequentare a 11/12 anni
e cominciano a lavorare. Vivono situazioni di violenza, alcool, prostituzione, emarginazione, disadattamento sociale. Enorme è la differenza sociale con i bambini più abbienti.

Il lavoro tipico che fanno è la raccolta di carta e cartoni, li abbiamo visti frugare nei cestini dell'immondizia. Per 12 Kg di carta racimolano 3 Pesos, vale a dire 85 centesimi d'euro.

I bambini che vengono alla mensa di pomeriggio soffrono di più, perché la notte, assieme ai genitori selezionano la carta raccolta ed è molto difficile per loro seguire con attenzione e profitto le lezioni scolastiche del mattino successivo.

D:          Abbiamo visto un ampio coinvolgimento delle mamme nella mensa, qual è la motivazione che le unisce?

R:      E' importante lo spirito cristiano che manifestano alcune mamme per risolvere il grave problema della fame. E' uno spirito di servizio e condivisione che coinvolge, è un'esperienza di Fede che parte dal Vangelo di Matteo (Mt: 25,40): "Ogni volta che avrete fatto questo al più piccolo dei miei fratelli, lo avrete fatto a Me". Con questo spirito tutto è più facile, perché c'è qualcosa in più, una marcia in più.

D:        Il vostro intervento a favore dei bambini è assistenzialismo?

R:           L'iniziativa di dare da mangiare è semplicemente una risposta ad un bisogno primario, quello di un bambino che ha veramente fame.

D:           Quale effetto ha avuto in Argentina un'iniziativa nata così lontano?

R:         Tutte le persone argentine che collaborano sono rimaste commosse nel sapere che gente tanto lontana si è interessata ed impegnata ad aiutare i loro bambini ed hanno compreso che anche loro dovevano sacrificarsi in prima persona

D:           Ritenete essenziale il contributo della Chiesa argentina alla soluzione dei problemi connessi con la povertà

R:      Importante è anche il ruolo dello Stato, ma la maggioranza delle mense sono organizzate tramite la Chiesa. Nel nostro caso a San Ferdinando l'accoglienza è delle Suore della Congregazione degli Angeli Custodi che gestiscono la Scuola Elementare ed il cibo è servito dalle maestre direttamente in classe, mentre a Resistencia avviene presso un grande ambiente presso la Cappella San Antonio nella Parrocchia di Don Antonio un sacerdote che è stato a Cortona presso Don Ottorino Capannini. Nei due casi si da cibo e si educa alla Fede. Infine due situazioni che ci hanno fatto molto meditare:

- I genitori nella loro povertà manifestano una grande dignità, soffrono ma non pretendono. Se è dato loro qualcosa da portare a casa ringraziano mille volte.

- I bambini della mensa di Resistencia quando arrivano nel cortile non si avvicinano, sono silenziosi e attendono pazienti il momento di essere chiamati.

(Intervisti rilasciata dagli studenti universitari che formano il "Gruppo Santa Cristina'' in Argentina a Giovanni Nasorri e Margherita Gissi presenti a Buenos Aires nel febbraio-marzo 2004)

COME COLLABORARE DALL'ITALIA

A Terontola, presso lo sportello della Cassa di Risparmio di Firenze si può versare denaro sul:

C/C n° 4900/00 che appartiene al Progetto "Santa Cristina" e che Don Carlos Pimentel ritira con carta di credito direttamente in Argentina.

Per dare da mangiare ad un bambino:  per 1 mese    15,00 euro

                                                          per 1 anno    180,00 euro

                                               altra offerta   …. Euro

Il contributo può essere mensile o continuato dandone incarico alla Banca o una tantum

Questo modo di contribuire può essere definito "adozione a distanza" in senso lato, poiché, anche se ad ogni famiglia versante è abbinato un bambino, con tanto di nome e foto, non c'è all'origine un'organizzazione d'adozione a distanza vera e propria.

Lo scopo dell'iniziativa è semplicemente quello di togliere la fame ai piccoli, (che nel volgere di tre anni sono saliti da 50 a 1.100), utilizzando il nostro sovrappiù e di credere e aver fiducia nell'opera di Don Carlos Pimentel che per alcuni anni ha onorato con la sua presenza la nostra comunità Terontolese.

Per maggiori informazioni contatta Michela qui

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(Mt 5, 13-14)

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