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Liturgia della settimana
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Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
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Liturgia della settimana - 05 - 11 Febbraio 2012
AVVISI SANTE MESSE CELEBRATE NEL NOSTRO MONASTERO Per informazioni vedi qui: ORDINARE LE SANTE MESSE
ANNO LITURGICO Colore liturgico: verde Lezionario Festivo: Ciclo B Lezionario Feriale: Anno II Tempo: Tempo Ordinario V Settimana del salterio: 1
DIO ASCOLTA LA PREGHIERA DEL CUORE Ma ella (Scolastica) gli rispose: «Ecco, ho pregato te, e tu non hai voluto ascoltarmi; ho pregato il mio Dio e mi ha esaudita. Ora esci pure, se puoi, lasciami e torna al monastero». Antif. mon.
PRESENZA DI CRISTO Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche... È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura... Sacrosanctum Concilium n.7
SANTI Canonizzando alcuni fedeli, ossia proclamando solennemente che tali fedeli hanno praticato in modo eroico le virtù e sono vissuti nella fedeltà alla grazia di Dio, la Chiesa riconosce la potenza dello Spirito di santità che è in lei, e sostiene la speranza dei fedeli offrendo loro i santi quali modelli ed intercessori.
CONGREGAZIONE SILVESTRINA - 5.02.: CEBU: Feast of Santo Nino, at Corte. - 7.02.: MAKKIYAD: Anniv. of episc. ord. of V. Chackalackal. - 10.02.: Santa Scolastica, in Ordine benedettino festa. - 10.02.: DETROIT St. Scolastica, Tit. of the church, soll. MEMENTO - S.EREMO: Gherardo Ambrosini, mon. presb. Quella pace che fu data per mezzo degli angeli all’uomo, quella pace che fu dipinta in spirito nei profeti, e fu mostrata nei apostoli in mistero, e fu trovata dai giusti nelle parabole, e la trovarono i santi nel mistero, e la videro i sacerdoti in immagine, e i re la ricevettero con adorazione, e la videro i bambini nel grembo e gli anziani la compresero nel mistero, ed anche i giudici la presero con timore; questa (pace) sia con noi e fra di noi tutti i giorni, per la preghiera dei santi martiri per sempre, Amen. Liturgia sira
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2012-02-05 - Letture di domenica
Gb 7, 1-4. 6-7; Sal.146; 1 Cor 9, 16-19.22-23; Mc 1, 29-39.
ANTIFONA D'INGRESSO: Venite, adoriamo il Signore, prostrati davanti a lui che ci hai fatti; egli è il Signore nostro Dio.
GLORIA: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.
COLLETTA: Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro Signore …
PRIMA LETTURA: Gb 7, 1-4. 6-7 Giobbe parlò e disse: «L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario? Come lo schiavo sospira l’ombra e come il mercenario aspetta il suo salario, così a me sono toccati mesi d’illusione e notti di affanno mi sono state assegnate. Se mi corico dico: “Quando mi alzerò?”. La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba. I miei giorni scorrono più veloci d’una spola,svaniscono senza un filo di speranza. Ricòrdati che un soffio è la mia vita:il mio occhio non rivedrà più il bene».
C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE: Sal.146
RIT: Risanaci, Signore, Dio della vita.
È bello cantare inni al nostro Dio, è dolce innalzare la lode. Il Signore ricostruisce Gerusalemme, raduna i dispersi d’Israele. Risana i cuori affranti e fascia le loro ferite. Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome. Grande è il Signore nostro, grande nella sua potenza; la sua sapienza non si può calcolare. Il Signore sostiene i poveri, ma abbassa fino a terra i malvagi.
SECONDA LETTURA: 1 Cor 9, 16-19.22-23 Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo. Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio.
CANTO AL VANGELO: Alleluia, Alleluia. Cristo ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie. Alleluia.
VANGELO: Mc 1, 29-39 Dal Vangelo secondo Marco In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo.
PROFESSIONE DI FEDE: Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.
PREGHIERA DEI FEDELI: Lo Spirito di Gesù è il principale artefice della preghiera della Chiesa; affidandoci alla sua ispirazione interiore innalziamo al Padre la nostra preghiera. R. Esaudisci il tuo popolo, signore. Per la santa Chiesa, perché in ogni sua parola e in ogni suo gesto faccia trasparire sempre più chiaramente il signore Gesù in cui crede e in cui spera, preghiamo. R. Per la città in cui viviamo, perchè il signore dia a tutti noi forza e immaginazione, per creare rapporti veramente umani in un mondo dominato dalla fretta e dall’ansia, preghiamo. R. Per le nostre famiglie, perché accrescano il senso di ospitalità e di comunione nell’amore e diventino luogo privilegiato di crescita nella speranza, preghiamo. R. Per le suore di clausura, che nella preghiera e nel lavoro edificano silenziosamente l’unità della Chiesa e la pace nel mondo, perché siano liete e perseveranti nell’offerta della loro vita, preghiamo. R. Per noi qui presenti, perché sappiamo interrogarci davanti a Dio e ai fratelli sui nostri limiti e le nostre contraddizioni, per fare della comunità eucaristica una vera famiglia, preghiamo. R. Concedi, a noi il dono della tua sapienza, o Padre, e fà che la tua Chiesa diventi segno concreto dell’umanità nuova, fondata nella libertà e nella comunione fraterna. Per Cristo nostro Signore. R. Amen.
OFFERTORIO: Il pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della nostra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO: E’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, e hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni. All’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo, perchè, fedele interprete dei tuoi disegni, eserciti il dominio su ogni creatura, e nelle tue opere glorifichi te, Creatore e Padre, per Cristo nostro Signore. E noi, con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria:
ANTIFONA ALLA COMUNIONE: Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia, per i suoi prodigi verso i figli degli uomini; egli sazia il desiderio dell’assetato
DOPO LA COMUNIONE: O Dio, che ci hai resi partecipi di un solo pane e di un solo calice, fà che uniti al Cristo in un solo corpo portiamo con gioia frutti di vita eterna per la salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.
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2012-02-05 - Commento di domenica
Si mise a servili. ||| Gesù interviene ancora per guarire; stavolta lo fa in una casa a lui familiare. Entra nell’abitazione di San Pietro ed informato della malattia della suocera. Non è una malattia pericolosa; Gesù non interviene, come altre volte, in situazioni drammatiche. Guarisce la suocera di San Pietro, ed ancora abbiamo un insegnamento per noi. Guardiamo da un lato la tenerezza del gesto di Gesù e dall’altro la risposta pronta della suocera. Il gesto di Gesù è delicato ed in sintonia con l’ambiente; non ci sono demoni da scacciare, non vi sono ossessi da calmare o paralitici da guarire. La suocera è poi riconoscente di questa particolare attenzione ed la sua disponibilità pronta al servizio è segno di ospitalità, gratitudine, riconoscenza e consapevolezza che quello di Gesù non è una semplice guarigione ma un gesto di salvezza. Tutte le azioni di Gesù sono azioni salvifiche che devono avere una risposta pronta. L’azione di Dio è un dono gratuito ma se ad essa non corrisponde una risposta adeguata dell’uomo non può essere garanzia di salvezza. È un bel insegnamento per noi ed una indicazione per la nostra vita. Sappiamo riconoscere, infatti, l’agire salvifico di Gesù Cristo? È l’invito ad alzare i nostri cuori al Signore in un perenne rendimento di grazia. È l’apertura della nostra vita all’azione dello Spirito. Il servizio pronto della suocera di San Pietro è l’esortazione che anche la nostra vita sia aperta con la stessa disponibilità e la stessa generosità. In ciò troviamo la vera risposta alla grazia donata. L’amore e la grazie che Dio ci dona si devono tramutare in amore e riconoscenza verso i fratelli.
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2012-02-05 - Santi di domenica
Sant’ Agata, vergine e martire.
BIOGRAFIA: La santa di Catania, dove subì il martirio nel 250, è stata venerata fin dal secolo VI a Milano, a Roma e a Ravenna, alla data del 5 febbraio, e anche in Oriente. Benché gli Atti del suo martirio, avvenuto sotto Decio, siano tardivi e apocrifi (avevano ispirato le diciassette antifone, con otto responsori, nel precedente Ufficio). Il patrizio Ricimero aveva fatto costruire a Roma una chiesa dedicate alla santa (secolo V) e destinata agli ariani: Sant’Agata dei Goti; e papa Simmaco, agli inizi del secolo VI, aveva introdotto ufficialmente il culto liturgico della martire a Roma, dedicandole una basilica sulla via Aurelia (”in fundum Lardarium”). Si attribuisce a Gregorio Magno l’introduzione del nome nel canone romano, per cui è venerata con memoria obbligatoria anche oggi. Forse la devozione dei papi per la martire è dovuta al fatto che san Pietro, secondo la leggenda, sarebbe apparso alla vergine crudelmente torturata (con l’asportazione dei seni) per guarirle le piaghe. Preludio al culto fu il miracoloso salvataggio di Catania da un’eruzione dell’Etna, la cui lava si arrestò nel primo anniversario della morte di Agata.
MARTIROLOGIO: Memoria di sant’Agata, vergine e martire, che a Catania, ancora fanciulla, nell’imperversare della persecuzione conservò nel martirio illibato il corpo e integra la fede, offrendo la sua testimonianza per Cristo Signore.
DAGLI SCRITTI: Dal «Discorso su sant’Agata» di san Metodio Siculo, vescovo Donata a noi da Dio, sorgente stessa della bontà La commemorazione annuale di sant’Agata ci ha qui radunati perché rendessimo onore a una martire, che si è antica, ma anche di oggi. Sembra infatti che anche oggi vinca il suo combattimento perché tutti i giorni viene come coronata e decorata di manifestazioni della grazia divina. Sant’Agata è nata dal Verbo del Dio immortale e dall’unico suo Figlio, morto come uomo per noi. Dice infatti san Giovanni: «A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 12). Agata, la nostra santa, che ci ha invitati al religioso banchetto, è la sposa di Cristo. E’ la vergine che ha imporporato le sue labbra del sangue dell’Agnello e ha nutrito il suo spirito con la meditazione sulla morte del suo amante divino. La stola della santa porta i colori del sangue di Cristo, ma anche quelli della verginità. Quella di sant’Agata, così, diviene una testimonianza di una eloquenza inesauribile per tutte le generazioni seguenti. Sant’Agata è veramente buona, perché essendo di Dio, si trova dalla parte del suo Sposo per renderci partecipi di quel bene, di cui il suo nome porta il valore e il significato: Agata (cioè buona) a noi data in dono dalla stessa sorgente della bontà, Dio. Infatti cos’è più beneficio del sommo bene? E chi potrebbe trovare qualcosa degno di esser maggiormente celebrato con lodi del bene? Ora Agata significa «Buona». La sua bontà corrisponde così bene al nome e alla realtà. Agata, che per le sue magnifiche gesta porta un glorioso nome e nello stesso nome ci fa vedere le gloriose gesta da lei compiute. Agata, ci attrae persino con il proprio nome, perché tutti volentieri le vadano incontro ed è insegnamento con il suo esempio, perché tutti, senza sosta, gareggino fra di loro per conseguire il vero bene, che è Dio solo.
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2012-02-06 - Letture di Monday
1 Re 8, 1-7.9-13; Sal 131; Mc 6, 53-56.
ANTIFONA D'INGRESSO: Venite, adoriamo il Signore, prostrati davanti a lui che ci hai fatti; egli è il Signore nostro Dio.
COLLETTA: O Dio, forza dei martiri, che hai chiamato alla gloria eterna san Paolo Miki e i suoi compagni attraverso il martirio della croce, concedi anche a noi per loro intercessione di testimoniare in vita e in morte la fede del nostro Battesimo. Per il nostro Signore…
PRIMA LETTURA: 1 Re 8, 1-7.9-13 Dal primo libro dei Re. In quei giorni, Salomone convocò presso di sé in assemblea a Gerusalemme gli anziani d’Israele, tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per fare salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion. Si radunarono presso il re Salomone tutti gli Israeliti nel mese di Etanìm, cioè il settimo mese, durante la festa. Quando furono giunti tutti gli anziani d’Israele, i sacerdoti sollevarono l’arca e fecero salire l’arca del Signore, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti e i levìti. Il re Salomone e tutta la comunità d’Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all’arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano calcolare per la quantità. I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nel sacrario del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini. Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell’arca; i cherubini, cioè, proteggevano l’arca e le sue stanghe dall’alto. Nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposto Mosè sull’Oreb, dove il Signore aveva concluso l’alleanza con gli Israeliti quando uscirono dalla terra d’Egitto. Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio del Signore, e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore. Allora Salomone disse: «Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura. Ho voluto costruirti una casa eccelsa, un luogo per la tua dimora in eterno».
C: Parola di Dio. A: Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE: Sal 131
RIT: Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.
Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata, l’abbiamo trovata nei campi di Iàar. Entriamo nella sua dimora, prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi. Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo, tu e l’arca della tua potenza. I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia ed esultino i tuoi fedeli. Per amore di Davide, tuo servo, non respingere il volto del tuo consacrato.
CANTO AL VANGELO: Alleluia, Alleluia. Gesù annunciava il vangelo del Regno e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo. Alleluia.
VANGELO: Mc 6, 53-56 Dal Vangelo secondo Marco In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.
C: Parola del Signore. A: Lode a Te o Cristo.
PREGHIERA DEI FEDELI: Tutta la creazione attende la salvezza del Signore. Nell’attesa della sua venuta, presentiamo al Padre le necessità della Chiesa e del mondo. Preghiamo insieme dicendo: Rinnova, Signore, la tua alleanza con noi. Con la scienza e la tecnica, o Signore, doni all’uomo possibilità di dominare il mondo. Aiuta i responsabili della società a servire, non a distruggere l’umanità. Preghiamo: I tuoi miracoli indicano che sei venuto a redimere il mondo e preparare una nuova creazione. Fà che la tua chiesa porti sempre agli uomini la gioia della salvezza. Preghiamo: Nonostante il progresso, gli uomini son spesso inquieti, soli e infelici. Attirali a te, Signore, perché possano sperimentare il potere benefico della tua compassione. Preghiamo: Sei venuto tra noi come uomo buono e amico attento. Aiutaci, Signore, a non vivere con indifferenza, accanto a chi soffre. Preghiamo: Ti si può trovare ovunque, ma sei reale e vivo nel tabernacolo. Fà, o Signore, che le nostre chiese siano un luogo privilegiato per l’incontro con te. Preghiamo: Per gli operatori sanitari. Per chi sente la vocazione alla preghiera. O Dio eterno, presente nella creazione e ancor più nella redenzione, fà che accogliamo con gratitudine i doni che ci hai elargito e siamo solerti collaboratori della tua opera nel mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
OFFERTORIO: Il pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della nostra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO: E’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno. Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, e hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni. All’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo, perchè, fedele interprete dei tuoi disegni, eserciti il dominio su ogni creatura, e nelle tue opere glorifichi te, Creatore e Padre, per Cristo nostro Signore. E noi, con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria:
ANTIFONA ALLA COMUNIONE: Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia, per i suoi prodigi verso i figli degli uomini; egli sazia il desiderio dell’assetato
DOPO LA COMUNIONE: O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fà che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra. Per Cristo nostro Signore.
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